A CURA DI BEATRICE BUSCAROLI
INAUGURAZIONE SABATO 13 OTTOBRE
FINISSAGE LUNEDI' 12 NOVEMBRE
La presenta così Beatrice Buscaroli : “….Ecco. Le opere recenti della Cinelli colpiscono perché l’eccellente qualità pittorica, risolta spesso in modo morbido sul soggetto, oggi si arricchisce di sfumature più “spigolose” nella definizione delle espressioni, delle posture, nella rinuncia al soggetto medesimo, a volte sostituito dal feticcio che poteva rappresentarlo: una scarpa, dei trucchi, un reggiseno.[.. ] Da sempre. “Ghiaccio bollente” la definiva Maurizio Sciaccaluga nel 2004, il primo a valutarne la pittura nelle sue componenti più interessanti, dopo averla notata al Premio Cairo del 2003. Era una pittura da “Nove settimane e ½”, dove la dedizione della donna accontentava il desiderio dell’osservatore che così la voleva: suadente, desiderabile. [...] Già allora la donna della Cinelli, pur conscia della sua funzione femminile, denudata spesso nelle sue parti più desiderabili, non era “a disposizione”, ma semmai “naturalmente disponile”, in quanto femmina. Vicina e lontana. Nelle opere di oggi questa donna è ancora “naturalmente disponibile”, composta, silenziosa, ma la sua consapevolezza si è arricchita di movenze più esplicite, meno passive. Oggi la giovane donna fuma, guarda diretta, e la sua nudità riguarda soprattutto se stessa e la sua realtà, la sua libertà, i suoi tempi. Uscita dalla scena delle sue opere, l’artista lascia solo le scarpe, maliziosamente accoppiate ad un nastro, un reggiseno, i trucchi. Restano lì a testimoniare un rifiuto, un addio, forse anche una promessa, ma non una presenza.[ ..] In questo la Cinelli s‘inserisce a pieno titolo in quel contemporaneo vastissimo delle donne artiste che rivendicano con fermezza la loro autonomia e che, esattamente su questo aspetto, fondano la determinazione della loro opera."....